Sono d'accordo. Sicuramente un romanzo che ai suoi tempi era innovativo e sicuramente con tematiche e implicazioni ancora attuali. Però neanche io ho apprezzato lo stile e la struttura narrativa. Sarà che non mi hanno mai entusiasmato i romanzi epistolari, ma anche quando cambia registro rimane forse un po' troppo legato allo stile dell'epoca che risulta un po' datato. A livello di linguaggio e approfondimento psicologici poi è una questione di gusti, neanche a me fa impazzire ma nel suo genere, essendo anche tra i primi tentativi, risulta comunque ben fatto. Per dire, da un punto di vista stilistico ho riletto Il Ritratto di Dorian Gray e l'ho trovato pesante e a tratti noioso, ma va contestualizzato.
Sempre tornando a stili e generi simili, ho trovato anche Dracula piuttosto deludente, lì poi era interamente epistolare/diario, l'ho trovato noioso a tratti. Entrambi hanno trame che a leggerle oggi sembrano banali, però bisogna sempre considerare l'epoca e le premesse. Anche perché alcune cose che sanno di già sentito, le abbiamo sentite perché le hanno copiate da loro.
Io invece ho finito oggi l'ultimo volume della trilogia storica di Kingsbridge di Ken Follett (non leggerò il prequel). Onestamente mi sono pentito di averlo iniziato e l'ho finito giusto per mania di completezza. Non è malvagio ma è davvero troppo scialbo e banale, anche se sicuramente Follett sa scrivere e nonostante tutto si fa leggere, quindi non annoia. Tuttavia non lo consiglierei a nessuno se non per passare il tempo senza pretese, io l'ho ascoltato in formato audiolibro mentre facevo qualunque cosa, non credo di essermi perso molto.
Ora vorrei leggere A Cena con l'Assassino di Alexandra Benedict, pare una specie di libro con enigmi ma l'introduzione non mi ha entusiasmato (pare ci siano anagrammi nascosti nei vari capitoli), vediamo come sarà.