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  1. TvTime chiama e io ho finito oggi Mermaid Sauna (circa). Una cosa pietosa, Gli Occhi del Cuore in confronto è profondo. So bene che non voleva essere niente di impegnativo ma onestamente anche quando guardo roba "leggera" pretendo di non essere trattato come un lobotomizzato. Ma magari con la mia visione di sfuggita mi sono perso passaggi pregni di significato, chissà. Ad ogni modo banale, trama inconsistente, personaggi piattissimi, recitazione mediocre, tecnicamente c'è di peggio ma mediocre lo stesso. Ovviamente non è il mio genere, ma immagino che abbiano puntato tutto sui soliti cliché, tra l'altro ho trovato ridicole alcune trovate che volevano essere un tratto distintivo (visto il punto centrale del telefilm, ovvero lo scambio di corpi) fallendo miseramente. Poi a livello di contenuti vorrei capire una cosa, e qui chiedo a Josephine in spoiler perché parlo della conclusione. Davvero questa serie voleva essere questo? Ma soprattutto, davvero c'è gente che la guarda e si diverte a guardarla? Potrei rivalutare i cinepanettoni in tal caso.
  2. Io non bado molto a materiali e dettagli di ambientazione, ma questo è molto curato in entrambi. Ad esempio i nomi dei personaggi (che potevano essere pure Qui Quo Qua per le finalità del gioco) sono gli stessi degli investigatori dell'epoca. La mappa è accurata e addirittura i luoghi dei delitti lì segnati sono gli stessi in cui morirono effettivamente le vittime di Jack lo Squartatore. Se queste cose ti piacciono direi che sicuramente ti soddisferà. Come gioco ha qualche difetto, ma dipende dalle persone con cui giochi. Di base chi fa Jack sostanzialmente deve stare quasi in silenzio per due ore e non deve lasciar trapelare informazioni con mimica, tono o altro, quindi per qualcuno può risultare noioso. Per contro visto che gli investigatori giocano in gruppo se c'è qualcuno abituato a prevaricare gli altri finisce per giocare da solo. O peggio se c'è più d'uno che ha tale tendenza si finisce facilmente per litigare sulle mosse da fare. In questi casi poi le discussioni sono infinite e la partita diventa pesante. Al di là di ciò ho trovato un po' macchinosa la fase di preparazione di ogni notte, in cui bisogna posizionare le pedine sulla mappa, operazione che a livello pratico ti prende anche cinque sei minuti ma che aggiunge poca strategia perché anche se potenzialmente utile viene sottovalutata perché rallenterebbe troppo il gioco. Se non ricordo male è uscito Whitehall che dovrebbe risolvere questi problemi rendendo la partita più dinamica. Poi sono uscire varianti (anche per ambientazione) ma con meccaniche simili. Ad esempio Last Friday ispirato agli horror tipo Venerdì 13, che ha più fasi e si alternano gli inseguimenti (a volte è l'assassino ad inseguire gli altri, a volte sono loro che perlustrano la zona per stanare l'assassino). In conclusione, è un bel gioco, ma dipende molto dalla compagnia con cui giocare. Su tabtletop ci giocherei volentieri ovviamente.
  3. Lettere da Whitechapel ce l'ho fisicamente, ma ci sono riuscito a giocare poche volte.
  4. Il Piccolo Apocrifo (Capitolo 6) (parte 1 e 2) (Ho letto tutto il capitolo in una volta e commento entrambe le parti insieme) Aggiungo che, se non avessi già letto il libro, avrei trovato un po' scocciante leggere capitolo per capitolo, spezzando il ritmo con lunghe attese tra un capitolo e un altro, cosa comunque che rimane facoltativa infatti. Visto che era stato proposto mi sembra giusto fare almeno un tentativo e per fortuna mi pesa poco. Vedo, però, che lo stiamo commentando solo io e Manuuu, mi stupisce l'assenza di Matt4 che si era anche impegnato a suddividere i capitoli con le date. Boh, come metodologia non mi pare stia riscuotendo gran successo, vedremo al termine se le cose saranno andate meglio con chi l'avrà letto in autonomia.
  5. Io ce l'ho e non ho ancora avuto modo di provarlo.
  6. La lettura capitolo per capitolo non è obbligatoria, ognuno fa come preferisce.
  7. Apro questa discussione perché ho terminato da poco questo romanzo ed era da tanto che non trovavo un libro che mi prendesse così tanto. Partiamo dalle curiosità inutili, se volete potete saltare il paragrafo per andare al dunque. Innanzitutto il romanzo è del 2000, edito in Italia da Mondadori nel 2005, ma ad oggi non si trova e c'è chi lo vende a duecento euro su ebay (o quattrocento su Amazon). Io l'ho preso in biblioteca ed è assolutamente un libro che va letto in cartaceo. La buona notizia è che una casa editrice (66thand2nd) mi ha confermato che entro la fine del 2019 lo ristamperanno, quindi inizio già a consigliarlo un po' ovunque, io ero comunque tentato di prendere la versione americana che forse prenderò comunque. Tra l'altro a Danielewski fu commissionata una serie di ventisette romanzi, The Familiar, che doveva costituire una monumentale opera a più livelli con struttura simile ai telefilm e magari influenzata dalla risposta del pubblico. Il progetto è stato però abbandonato (anche se dicono "messo in pausa") dopo la pubblicazione di solo cinque volumi (solo negli Stati Uniti). L'autore è il figlio di un cineasta polacco e ci ha messo dieci anni per scrivere questo che è il suo romanzo d'esordio. Danielewski ha studiato latino e nel libro dimostra una grande attenzione per i particolari nonché una grande conoscenza in diversi ambiti (dalla fotografia, all'architettura, al latino, la Commedia di Dante, il cinema, la psicologia, la sociologia e molto altro). Ma la particolarità principale di questo romanzo è che si tratta di letteratura ergodica, ovvero un libro in cui layout e struttura del testo sono parte integrante dell'opera. Motivo per cui in digitale si perde tantissimo perché la formattazione viene al più descritta. Per farvi qualche idea potete cercare in rete, vi metto un paio di esempi in spoiler. Ok, adesso passiamo al libro. A me è piaciuto molto, anche se devo dire che ho letto le appendici alla fine e questo ha un po' smorzato l'entusiasmo perché si perde la sensazione della conclusione dovendo leggere centocinquanta pagine di "approfondimenti" (alcuni dei quali pubblicati come un libro a parte successivamente). Ma credo sia un problema mio. Non mi metto a parlare della trama, sia perché è riduttivo, sia perché secondo me è meglio iniziarlo senza sapere nulla. Tecnicamente si tratta di un libro horror, ma come avrete capito è molto di più: è un'esperienza. Un'esperienza che consiglio a tutti gli amanti della letteratura, specie quelli che cercano qualcosa di diverso e che non hanno paura di sperimentare. Non è un libro per tutti, come fa notare anche la dedica iniziale, ma nel bene e nel male è sicuramente un tentativo di rompere gli schemi che merita un tentativo, anche solo per essere disprezzata o dimenticata. Ma per me rimane un romanzo valido e sto iniziando a consigliarlo un po' ovunque, in vista della prossima uscita italiana, spero di aver incuriosito almeno qualcuno.
  8. Da questo terzo capitolo ho iniziato a leggere l'edizione Sellerio. Si tratta comunque di una traduzione diversa, inoltre mi dicevano che quella Mondadori era incompleta, anche se i primi due capitoli a occhio sembravano della stessa lunghezza, quindi non li ho riletti. Proverò a confrontare d'ora in poi per capire se e cosa hanno tolto. I Visitatori (capitolo 3) (nella versione Mondadori, Gli Ospiti)
  9. C'è sessione straordinaria di cineforum...
  10. Non mi piace Cards Against Humanity per due motivi. Il primo è che non è un "gioco", o meglio, è un modo per dire due cavolate e farsi due risate, quindi lo trovo poco "competitivo" dal punto di vista ludico e non mi piace molto il meccanismo. Poi perché è molto limitante, visto che le carte sono sempre quelle e spesso hai poca scelta nella tua mano, sono davvero rari i casi in cui riesci a fare incastri validi e comunque visto il numero limitato di opzioni rimane poco stimolante. Poi va beh, apprezzo alcuni tipi di humour nero e non sono un grande amanti di volgarità, oscenità e blasfemie, quindi nella maggior parte dei casi alcune associazioni mi divertono poco, tanto vale raccontar barzellette a quel punto. Poi so di essere in minoranza, d'altronde ho fatto tantissime partite proprio perché in genere lo adorano tutti.
  11. Ma è bruttissimo. Piuttosto mi hanno segnalato da poco un programma su steam a pagamento (dieci euro) che però permette di emulare qualunque gioco da tavolo in 3D (si vendono anche i giochi ma è pieno di versioni amatoriali fatte benissimo). Tabtletop simulator. Con quello si potrebbero fare belle sessioni di gioco.
  12. Ho messo il titolo del capitolo e il numero solo tra parentesi nell'ultimo post. Meglio?
  13. I Solaristi (capitolo 2) ATTENZIONE Mi segnalano che l'edizione Mondadori è in parte ridotta nella sua traduzione, mentre quella Sellerio è integrale. Io stavo rileggendo la Mondadori ma proverò a cercare la Sellerio in biblioteca. (se non ho visto male la suddivisione fatta da Matt si riferisce proprio a quella Mondadori)

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