Alla fine l'ho riascoltato su audible. Mi avevano segnalato una nuova traduzione e ne ho approfittato per rileggerlo, visto che era proprio quella presente su audible, di Margherita Crepax, quando ai tempi avevoletto la storica traduzione (Einaudi) di Vera Dridso. Non ho notato grandi differenze linguistiche, è stato comunque piacevole. Devo ammettere che il ricordo era un po' diverso, alcune parti le ricordavo meno prolisse, ma rimane un gran romanzo. Nella postfazione Francesco Cataluccio diceva che Bulgakov stesso aveva detto che la sua intenzione era scrivere un romanzo che poi fosse ripreso e riletto, anche a pezzi, un po' come una Bibbia. Ed effettivamente ci sono tante parti piene di particolari che ad una seconda lettura risaltano maggiormente. In realtà mi pare di aver riascoltato qualche anno fa anche la summenzionata versione ridotta della Rai, in cui già mi ero accorto di questo piacere della riscoperta. Devo dire però che con questa rilettura integrale ho approfondito meglio e, ad esempio, la parte finale (le ultime 60-70 pagine) me le ricordavo meno e più vagamente. Rimane un romanzo per me bellissimo, coinvolgente, capace di divertire, far riflettere e affascinare, per temi e narrazione molto bislacco e originale. Non risente minimamente del passare del tempo, forse può risentirne un minimo per il fatto che i lettori moderni non sono più abituati ad un certo tipo di letteratura meno immediata, si preferisce la rapidità di trama e azione di Netflix oramai. Ma questo è un romanzo che va assaporato, assimilato e meditato, perché per quanto abbia risvolti fantastici e siparietti più leggeri e vezzosi, nell'insieme rimane un grande Romanzo del novecento capace di toccare temi e argomenti molto meno banali di quanto si possa pensare ad un primo sguardo. I personaggi sono tutti avvincenti, anche quelli secondari vengono presentati in maniera tanto precisa e suggestiva che anche nell'irrealtà del racconto risultano coerenti e sensati. Ogni evento è tanto surreale quanto perfettamente incastrato in una narrazione che fa pensare non potesse succedere altrimenti. E la fantasia dell'autore non è poi così campata per aria come potrebbe sembrare, con i continui riferimenti politici e sociali dell'epoca in cui alcuni aneddoti vogliono solo ridicolizzare il contesto storico in cui Bulgakov ha vissuto.
Che dire, un romanzo entusiasmante ed eccezionale, riconosco che, specie di questi tempi, possa risultare un po' ostico ad un lettore occasionale, ma per me è uno di quei casi in cui merita lo sforzo e spero che davvero qualcuno ne abbia approfittato per riscoprire un piccolo gioiello come questo.