Si erano già formati capannelli di persone; l'anticamera era animata da discussioni a bassa voce. Il signor Tagomi si avvicinò a diversi individui che conosceva, salutando con cenni della testa e assumendo un'aria solenne, proprio come loro. Dopo breve tempo apparve un impiegato dell'ambasciata che li accompagnò in un grande salone. C'erano delle file di sedie, del tipo pieghevole.
Tutti si diressero ordinatamente verso di esse e si misero a sedere silenziosamente, a parte qualche colpo di tosse e lo strascichio dei piedi. Le discussioni erano cessate. Davanti a loro un funzionario con un fascio di carte in mano si fece strada verso un tavolo leggermente rialzato. Pantaloni rigati: un rappresentante del Ministero degli Esteri. Vi fu un po' di confusione. Altri personaggi che discutevano sottovoce, le teste chinate una vicina all'altra.
«Signori,» disse il funzionario con voce squillante, autoritaria. Tutti gli occhi si fissarono su di lui. «Come loro sanno, è giunta la conferma che @blackswan e @Marco1306 sono morti. C'è stata una dichiarazione ufficiale di Berlino. Questo incontro, che non durerà a lungo - sarete ben presto liberi di far ritorno in ufficio - ha lo scopo di informarvi della nostra valutazione in merito alle numerose fazioni in lotta fra loro nella vita politica tedesca, che adesso usciranno probabilmente allo scoperto e scateneranno una contesa senza esclusione di colpi...»