Come funzionano le votazioni?
Potrete selezionare un solo brano fra quelli proposti, possibilmente inserendo una motivazione nel topic (non è obbligatoria, ma è super gradita). Votate seguendo il vostro istinto, il vostro cuore, la vostra preferenza letteraria, e, se vi è possibile, senza cercare di risalire all'autore del componimento. È importantissimo che votiate senza "barare" (cioè senza chiedere ai partecipanti quale sia il brano da loro inviato).
Bando alle ciance, buona lettura!
A.
sst... stai tranquillo
non ti lascio andare
dal mio abbraccio
B.
Mi agito, mi volto,
mi abbatto, mi contorco
mi sento unico ed eterno,
immenso: imbattibile sono,
sarò e sempre stato.
Ignavo ti catturo
e ti gusto
e ti vanifico,
integralmente.
Mi placo, mi assottiglio,
mi stanco, mi addormento
mi sento solo ed inerme,
ignorato: avvelenato sono,
sarò ma mai stato.
Traditori: io sono la furia
e l'indulgenza
e la vita,
morta per vita stessa.
C.
Quando ero piccola hai provato a portarmi con te.
Sarei potuta diventare un pesce, un polpo, plankton
che galleggia felice a largo, nella tua corrente.
Oppure una sirena, perchè nulla ha più fascino
di ciò che non esiste e possiamo inventarci com'è.
Invece è arrivata mia madre, ancora la ricordo,
fermo immagine del suo viso incorniciato dalle onde.
La mano protesa a tirarmi fuori da quell'abbraccio
per salvarmi da ciò che avrei potuto essere nel mare.
Quindi esisto. E non posso inventarmi come sono.
D.
In mezzo al mare c'è un'isola. Sull'isola ci sono io. Sono solo, ho freddo e fame, e ho paura. Per non morire devo accendere un fuoco, un segnale di aiuto per navi amiche. Ma sul mare navigano anche i pirati che, avvistassero il fuoco, mi ucciderebbero. In mezzo al mare c'è un'isola. Sull'isola ci sono io. Sono solo e da solo morirò. Così accendo un fuoco che subito spengo, e accendo, e spengo, e ancora, ancora, in una danza tra speranza e paura, guardando il mare e i blu riverberanti spezzati in scaglie che trafiggono gli occhi: troppo bello per celare in sé salvezza e morte. L’efferata ed empia ironia della vita. In mezzo al mare c’è un’isola. Sull’isola c’ero io. Lasciai il fuoco acceso.