Diario di M.
27 febbraio 1897, Dracovia
L'apparizione alla finestra di ieri mi ha scosso tremendamente.
Ho tenuto gli occhi aperti fino all'alba, quando, sollevato dal non sapermi più in pericolo, ho ceduto alla stanchezza e ho dormito placidamente.
Mi sono risvegliato ormai al tramonto e il locandiere, un corpulento uomo barbuto dai modi più gentili di quanto suggerisca l'aspetto, ha simulato preoccupazione per la mia prolungata assenza: in verità, sospetto che sia venuto più volte a controllare che dormissi e non mi fosse successo altro, ma non gliene faccio una colpa, viste le circostanze. In ogni caso, non gli ho rivelato di quanto accaduto la notte scorsa, lo allarmerei enormemente.
Dopo una giornata passata a letto, questa sera ho deciso di dedicarmi alla Dracovia notturna, quella che ancora non avevo osservato. Mi sono sentito rinfrancato dall'assenza di neve e di nuvole e ho fatto visita ad un uomo suggeritomi dal prete come mano alleata contro il male.
Egli è A.V.H., che è qui nelle vesti di medico, sebbene nasconda ben altri talenti dietro il camice bianco: l'aspetto tradisce almeno sessant'anni e l'accento del suo inglese fluente mi ricorda quello del mio vecchio amico Godfried, di Rotterdam. Che ci faccia una mente sopraffina come la sua in questo borgo dimenticato da Dio è alquanto ovvio: mi ha raccontato che da mesi è sulle tracce della creatura che voleva attentare alla mia vita la scorsa notte ed ha ascoltato avidamente ogni mia parola sull'accaduto. Mi ha rivolto numerose domande, alle quali ho cercato di rispondere celando la mia appartenenza all'Ordine, essendo lui estraneo alla mia gilda; non so se sia rimasto soddisfatto dall'intervista, dato che mi ha congedato in maniera alquanto sbrigativa, adducendo vagamente impegni già fissati in precedenza. Sospetto che di notte vada a caccia del "Maestro", come lo definisce in maniera quasi ossequiosa.
Ho lasciato la sua abitazione, una modesta ma ben tenuta casupola sulla via principale di Dracovia, e mi sono incamminato verso la locanda, passando da vie traverse: non ero propio in vena di imbattermi nuovamente nel falò della follia, che anche oggi ha condannato a morte un probabile innocente per soddisfare quel pazzo Borgomastro.
Tra le viuzze dietro il municipio, ho incrociato una giovane bionda, avvenente e fascinosa: lo scambio di sguardi che ci siamo dati mi ha riscaldato per il resto del tragitto. Forse a Dracovia non c'è solo morte, non c'è solo male.
Mi auguro di poterla incontrare nuovamente, domani. Intanto, è quasi l'alba: la mia veglia notturna volge al termine, sarà bene che vada a dormire approfittando del sole che sorge.
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Per qualche motivo la chiusura del topic non ha funzionato.
Chiedo scusa per il disagio