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Cuties - Donne ai primi passi (2020)


SuicideLullaby

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Un film che parla dell'amore per la danza di alcune giovani don.. HAHHAH

No.

 

FIlm molto ma molto criticato, in particolare per le scene (e gli atteggiamenti richiesti) di danza e twerk (si scrive così?).

Ammetto che scopro ora la traduzione del titolo del film che, come sempre nelle traduzioni italiane, minimizza il tema del film. Una critica alla società che ipersessualizza le ragazzine; o per meglio dire, come anche loro si definiscono, le bambine (11 anni).

 

Diciamo che quello che ci ho visto però è una critica riuscita piuttosto bene, le scene di ballo fanno più orrore che piacere, a,che se il prolungarle (che penso volesse farci crescere l'agonia) non credo abbia avuto l'effetto desiderato.

 

Non è un film che consiglio come intrattenimento, io l'ho visto per curiosità.

Voi l'avete visto?

Modificato da SuicideLullaby
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1 ora fa, Jesus 'SnaKe SuperPuppy ha scritto:

quello che volevo dire..

 

non capisco perché il titolo in locandina sia diverso, sembra fatto apposta per fare polemica

 

also sembra fake

 

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la locandina è quella originale, francese. 

Poi c'è un titolo netflix, in inglese "Cuties"

e poi c'è il titolo in italiano che ho scoperto mentre aprivo questa discussione haha

2 ore fa, Matt4 ha scritto:

Avevo letto malissimo il titolo nella locandina del film..... :facepalmbis:

EH, anche io durante il film a volte leggevo quella roba lì XD

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A me ha lasciato un po' perplesso ma ritengo ci siano diversi spunti apprezzabili. Se l'idea del film è quella di fungere da doppio monito (contro la sessualizzazione della donna da una parte e la radicalizzazione dall'altra), allora il discorso fila: perché effettivamente si tratta di due derive equamente preoccupanti - e a mio parere molto verosimili. La protagonista subisce una notevole pressione culturale, e questo la espone alla prospettiva di trascorrere l'età adulta nell'infelicità di una società patriarcale. A questo punto la ribellione è inevitabile, e sessualizzazione o meno questa forma di shock culturale alc Ontario può portare a conseguenze devastanti per la psiche del minore di seconda generazione. Insomma la storia di Amy segnala due pericoli opposti, ricordando però che l'apparente incompatibilità dei due fenomeni non impedisce loro di alimentarsi a vicenda. Quindi tendo a difendere gli eccessi del film perché, mi risultano tuttosommato verosimili e mai glorificati. Polemicizzare su questo è un po' come accusare American History X di razzismo. Quello che invece contesto alla regista è la trattazione del tema dell'autosessualizzazione. A mio parere manca un approfondimento sul fenomeno: per esempio cosa spinge le altre bambine verso quella specifica direzione? La carenza di attenzione da parte dei genitori è una delle cause più comuni, certo. Ma l'accesso prematuro ai social, l'assenza di controllo nei modelli educativi sono argomenti che valeva la pena espandere meglio.

Infine credo che la narrazione non si sposi bene col modo in cui solitamente interpretiamo il cinema. Mi sorge però il dubbio che questo possa essere un limite mio, da spettatore, più che una carenza dell'autrice.

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1 ora fa, kado' ha scritto:

A me ha lasciato un po' perplesso ma ritengo ci siano diversi spunti apprezzabili. Se l'idea del film è quella di fungere da doppio monito (contro la sessualizzazione della donna da una parte e la radicalizzazione dall'altra), allora il discorso fila: perché effettivamente si tratta di due derive equamente preoccupanti - e a mio parere molto verosimili. La protagonista subisce una notevole pressione culturale, e questo la espone alla prospettiva di trascorrere l'età adulta nell'infelicità di una società patriarcale. A questo punto la ribellione è inevitabile, e sessualizzazione o meno questa forma di shock culturale alc Ontario può portare a conseguenze devastanti per la psiche del minore di seconda generazione. Insomma la storia di Amy segnala due pericoli opposti, ricordando però che l'apparente incompatibilità dei due fenomeni non impedisce loro di alimentarsi a vicenda. Quindi tendo a difendere gli eccessi del film perché, mi risultano tuttosommato verosimili e mai glorificati. Polemicizzare su questo è un po' come accusare American History X di razzismo. Quello che invece contesto alla regista è la trattazione del tema dell'autosessualizzazione. A mio parere manca un approfondimento sul fenomeno: per esempio cosa spinge le altre bambine verso quella specifica direzione? La carenza di attenzione da parte dei genitori è una delle cause più comuni, certo. Ma l'accesso prematuro ai social, l'assenza di controllo nei modelli educativi sono argomenti che valeva la pena espandere meglio.

Infine credo che la narrazione non si sposi bene col modo in cui solitamente interpretiamo il cinema. Mi sorge però il dubbio che questo possa essere un limite mio, da spettatore, più che una carenza dell'autrice.

La questione dei social direi proprio NO, anzi. 

Ho apprezzato molto che per una volta non abbiano dato la colpa ai social, come spesso accade. Addirittura solo una bambina (quella biondina) ha un telefono proprio: Amy lo ruba e l'altra specifica proprio che non ne avrà uno finché non sarà brava a scuola (quindi come premio e non perché le sia dovuto).

 

ovviamente il realismo francese non ci permette di capire i punti di vista delle altre bambine: vediamo il mondo dal punto di vista di una undicenne che NON si interroga davvero su quanto accade agli altri ma, come tutti i bambini, è egoista ed è giusto così. Non pone domande alla sua amichetta sul tema, né alle altre, a lei semplicemente interessa ricevere le attenzioni che cerca.

 

I modelli educativi mancano? Io credo solo siano troppo opprimenti è poco realistici per la società in cui Amy vive perché li capisca, la zia più volte cerca di "educarla" con frasi così austere che una bambina così piccola non riesce a metabolizzare, credo.

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