Regole del gioco:
In ogni round si contendono la vittoria un tiranno (noto a tutti), una spia e un numero variabile di prigionieri, rinchiusi nella malfamata prigione di Chupabranca.
I prigionieri e il folle vincono se riescono a ottenere la grazia e fuggire dal carcere. Per riuscirci hanno una sola possibilità: scovare la spia che si nasconde tra di loro.
La spia agisce segretamente per un altro impero. È molto astuta, ma non conosce tutte le espressioni idiomatiche della lingua comune. È l'unico vincitore se riesce a far ricadere le colpe su un altro prigioniero (diverso dal folle).
Il tiranno conosce l'identità di tutti i giocatori e vince se la colpa ricade sul folle (e quindi nessun altro giocatore raggiunge il proprio obbiettivo).
Divide et impera
Il tiranno è tale perché si compiace d'essere obbedito come un sovrano, e riverito come un liberatore.
A tutti i detenuti viene offerta la possibilità di dimostrare pubblicamente la propria innocenza, rispondendo a una domanda posta in privato dal tiranno.
Ma all'insaputa dei detenuti, sono 3 i diversi quesiti posti in privato ai giocatori: uno per i prigionieri, uno per il folle e uno per la spia.
La reale domanda rivolta ai prigionieri sarà rivelata pubblicamente, insieme ai responsi, solo dopo che tutti i giocatori avranno risposto in privato al quesito ricevuto.
Oltre a questa domanda, verranno resi pubblici 7 falsi quesiti (tra cui quelli della spia e del folle).
Solo a questo punto la spia e il folle prenderanno consapevolezza del proprio ruolo, e di doversi quindi districare dalla trappola tesa dal tiranno fingendosi dei comuni prigionieri:
l'obbiettivo dei prigionieri e del folle è di ragionare sulle risposte date e valutare quelle più plausibili, per individuare la spia, votando la persona che più sospettano essere impostore;
lo scopo della spia è cercare di sfuggire al linciaggio cercando di incolpare un prigioniero. Se la spia viene individuata dalla maggioranza, ha comunque un'ultima chance per vincere la partita, indicando correttamente il folle.