C'è da precisare una cosa, però. La legge 194 si distingue in due casi:
- aborto consentito per i primi 90 giorni per motivi che possono riguardare la sfera economica, compromissione di saluta fisica o mentale della madre, malformazioni del nascituro con i test di screening di possibile esecuzione nel trimestre. Casistica libera, a cui hanno accesso tutte per i motivi più disparati.
- Dopo i 90 giorni dal concepimento: qua la faccenda si complica perché in questa fase è possibile solo se vi è compromissione seria di salute fisica e/o mentale della madre (per esempio mi viene in mente una donna affetta da preeclampsia), oppure se ci sono stati pregressi accertamenti medico/diagnostici tali per cui hanno attestato che effettivamente il nascituro avrà serie malformazioni alla nascita (per esempio una trisomia 18, che è incompatibile con la vita). Quindi qui si parla di una casistica restrittiva e viene accettato solo in caso di validi motivi di salute di madre e feto.
Io penso che al di là di questo non sia giusto porre dei limiti a qualcuno che ha deciso di intraprendere questa scelta per motivi che esulano dalla violenza sessuale (caso drastico, ma mi pare di capire che su questo siano tutti d'accordo sull'aborto), ci sono motivi anche più accettabili tali per cui ci si può ricorrere alla IVG... E per me i motivi economici rientrano anch'essi in una situazione valida e che ha senso. Non riesco a capire l'idea di una coppia che è costretta a vivere in modo restrittivo per motivi economici a cui si aggiunga un figlio che magari desideravano, ma non in quel momento. Penso che anche il nascituro in una famiglia in cui non può garantirgli la possibilità economica ad un livello accettabile, non sia felice a sua volta. Pensiero mio, naturalmente qui si discute ed è bello leggere opinioni divergenti.