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~ Josephine

Il rito [VOTAZIONI]

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    • La nascita della prima parola
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    • La gazza canta ed io oscillo [...]
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Potrete selezionare un solo brano fra quelli proposti, possibilmente 

inserendo una motivazione nel topic (non è obbligatoria, ma è super gradita). Votate seguendo il vostro istinto, il vostro cuore, la vostra preferenza letteraria, e, se vi è possibile, senza cercare di risalire all'autore del componimento. È importantissimo che votiate senza "barare" (cioè senza chiedere ai partecipanti quale sia il brano da loro inviato).

 

Buona lettura!

 

 

1.  

La nascita della prima parola

 

Il fuoco, la passione, la reazione elettrica, la chimica.
La corsa, fra milioni di partecipanti, unico fra tanti, solo fra tutti.
L'arrivo, l'entrata, il silenzio e nuovamente le reazioni.
Affogo, ma finalmente vivo.
Affogo, ma mi nutri e mi formi.
Affogo, ma mai stato così protetto.
Siamo unici, entrambi, unici ma collegati.
La corda, conduce, ci unisce, due unici per sempre ma una sola unità adesso.
Riposo nel tuo ventre, c'è tempo per correre.
Riposo nel tuo ventre, c'è tempo per affannarsi.
Mi farò sentire. Tu fammi sentire la gioia.
Mi farò sentire. Tu fammi sentire difeso.
Non ho la capacità di preoccuparmi, non ho la capacità del dubbio, posso solo fidarmi di te, ora, e per sempre.
E ora, svegliami. Apri i miei occhi al mondo.
Ma abbracciami, difendimi. Conosco solo te. Siamo separati, ma per sempre uniti.
E parlami. Parlami, tu che hai la forza di dirmi le cose, parlami. Saranno le prime parole, saranno sempre le stesse, saranno le uniche certezze, saranno per sempre!

 

 

 

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2.

Al capezzale del dio in agonia piangevano i demoni. Quel falco vivace s’era appollaiato su una roccia, appena all’esterno della grotta. “Mia Signora, le coglierò sei gigli di fumo, se vorrà rinunciare al dio”. Quanti insetti bramosi ed immondi, nel buio, eclissati sotto il letto. E spettri, spettri non immuni da languori. “Mia Signora, le donerò la luce e le ombre, se si dimenticherà del dio”. Un pianto doppio rompeva i miasmi. I sensi erano in disordine. “Mia Signora, l’infinito deserto dei cuori sarà suo, se vorrà risparmiare il dio”. Spaventato dal pallore dei demoni, il falco si era alzato e ora stava sospeso, circondato dal silenzio delle sue ali. “Chi posso diventare per scorgere nuovi dolori?”, chiese la Signora. “Puoi concedermi una lacrima che non sia salata, ma dolce?”, continuò. “Non c’è sincerità nella vendetta”, concluse. Sibili rossi schizzavano dai suoi occhi come arpioni agganciati a fili. La Signora doveva riprendere il suo viaggio. Un preludio di decomposizione mordeva l’aria. Al sorgere dell’alba i demoni non seppero più distinguere. Si sparse un’onda di ferite. Nei chiostri. Sui colli. Sulle banchine fumose. Lì dove i viaggiatori indugiano, dubbiosi sul partire o meno. “Si bagnino nel fiume che scorre all’inverso, se si fidano, tutti questi feriti. E sul sentiero che scende, non cedano mai alle tentazioni indotte dai fiori”. Questa fu la sua ultima sentenza. “L’ho pregata davvero invano, mia Signora”. Le penombre fuggirono insieme a lei, lasciando il sole libero di devastare gli animi. Nel balletto di ceneri saltarono, straziati, i demoni. Nelle vene, suonava una messa da requiem che la pelle assorbiva, mutandola in silenzio di cristallo. Il rito era compiuto.

 

 

 

 

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3.

Mi sento correre 

il fiato si fa

strumento, suono e sibilo sotto le ossa

quasi l’afferravo per la manica, la seguivo da vicino 

adesso la scorgo in un campiello 

o era un campo, 

ed eccola in una calle 

stretta.

L’ennesimo angolo mi isola e mi fermo davanti alla Vecchia.

 

Era come l’avevo sempre immaginata

la veste lunga, il volto assente

comunica ma non pronuncia 

Piagnucolo

“Per favore, non adesso”

Lei mi ignora, mi porge un bigliettino

M. VIOLENTA

Sussurra il vento

“Hai poco tempo”

 

Cerco Lei, la Guida

l’unica che mi possa aiutare

aspetta davanti ad un ascensore

“Ti accompagno io"

giù di mille piani.

 

Le guardie ci aspettano

eseguono tre passi, si accovacciano e sfoderano

io aspetto e rispetto

conto e mi accovaccio.

Ma il sangue non scorre 

il tempo si ferma

io ne approfitto,

li supero e spalanco le porte.

 

Li trovo tutti li, gli invitati 

volti noti che sorridono

altri no, mi seguono con lo sguardo.

L’altare di pietra, la veste bianca,

La saluto accarezzando gli organi sul vassoio

fegato polmone cuore

viscidi pulsano caldi

Felice Lei mi sorride,

mi prende le mani 

mi prova l’Anello.

Mani ignote mi bloccano il collo, soffoco un grido e il ferro arriva alla bocca

una lama mi attraversa

una voce amica mi conforta

“Adesso tocca a te"

 

 

 

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4.

La gazza canta ed io oscillo
figure scomposte tra righe e carte,

 

assente, penso all'infinito. Oltre
il silenzio, vacilla un sentimento confuso.


Nel nido, la noia.

Si ultima il canto,


la gazza si affaccia su una cupola di vetro 
taciturna, scompare.

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Voto la tre, ma questa volta più che mai tanto di cappello anche alle altre. Non posso dire troppo perché poi per esclusione si evince quale sia la mia, ma a fine contest mi piacerebbe parlare un po' dei testi. Maternità, archetipo, sacrificio, esistenza...

Comunque complimenti, magari c'è ancora un po' di speranza per il mondo, per quanto si possa sperare.

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