Non sono d’accordo. E non lo sono per due motivi.
Il primo è che qui non stiamo parlando di convenzioni sociali, per cui la gente non tenta nemmeno di provare a capirti (mi metto fra quelli che ha anche un po’ ironizzato sulla cosa), ma di cautela.
Se ti dico di uscire per seguire il tuo cuore (non me ne voglia tartina, è un esempio), non vado oltre ad uno stereotipo sociale. Vado contro l’istinto di sopravvivenza e di quieta convivenza sociale. Per cui, no, non mi troverai mai d’accordo sul fatto di ampliare la mente verso questo tipo di discorsi. Ci sono persone che stanno perdendo i propri cari perché altre non si sono rese conto che quell’uscita per fare una corsetta o per comprare il lievito potevano arrecare danni ad altri.
Capisco che immagini di essere sano o immune a questo punto, ma basta toccare una maniglia di una porta. Cioè, non stiamo parlando di inezie. Io ho paura persino di andare a fare la spesa, perché ogni volta si azzera la quarantena.
Quindi no. Per me non è una questione di elasticità mentale, ma di buon senso.
In secondo luogo, non mi ricordo più cosa volevo dire. Ad ogni modo se mi verrà in mente lo aggiungerò.
Un’altra cosa: la questione è molto sensibile. Lo è perché la stiamo vivendo tutti (in maniera diversa) intensamente.
Non credo potessi aspettarti cose diverse, visto anche il modo in cui hai posto la questione. Mi scuso se sono stata indelicata a consigliarti dei metodi alternativi.