Come si fa a scartare la norma se non la si conosce?
Capisco comunque cosa intendi, ma non condivido in toto.
Faccio un esempio: è come se metti una persona (chiamiamola Paolo) davanti a una chitarra e la inciti a suonare. Paolo comincerà a strimpellare qualcosa, magari cercherà di riprodurre qualche motivetto famoso, per poi mollare tutto dopo pochi minuti. Se invece Paolo si mette a studiare le basi e le impara, è probabile che si diverta nel suonare, mettendosi a creare versioni personali di assoli famosi, e magari potrebbe diventare un musicista.
Ovviamente la cosa è molto complessa, c'è la possibilità che un musicista/scrittore diventi un mostro di tecnica ma senza un briciolo di anima, oppure, grazie a trame fenomenali e una fervida immaginazione, riesca a sopperire a una scrittura blanda, o che tale tecnica riesca a far emergere un talento assopito (o lo limiti). Insomma, è pieno di variabili. Ovviamente la tecnica/stile presentata nei manuali non deve essere presa come dogma assoluto, altrimenti dovremmo considerare libri come Cime Tempestose o Pan di Hamsun scritti da cani (cosa di fatto non vera). Questo ragionamento si può applicare bene al canto, alla fotografia e alle arti in generale. Parlo comunque solo di stile, riguardo il 'contenuto' naturalmente bisogna leggere tanto così da creare un proprio 'minestrone di idee'.
In definitiva secondo me è meglio conoscerle, le basi, piuttosto che non conoscerle, e da quelle sviluppare un proprio stile.